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Pubblicato da Dario Fracchia, il 9/11/2009 14:29, argomento Informazione
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Commenti
Gentile Ottone,
puntualizzo solo due piccole cose rispetto al tuo intevento:
1) il piano triennale delle opere pubbliche può in qualsiasi momento, come ben tu sai, essere integrato o variato
2) Non si può certo pensare che in cinque mesi si possa decidere dove localizzare le scuole ed è quindio più serio aspettare ad inserirle nelle opere triennali una volta deciso piuttosto che fare un programma dei sogni che tanto si sa in partenza non potere essere realizzato
3)rifare la cartografia del Piano regolatore sul DVD fornito in scala 1/5000 è un\'operazione costosa e che richiede da due a tre mesi di lavoro, non essendo una semplice operazione di trasposzione e che oltre il resto richiederà un ulteriore impegno finanziario per l\'amministrazione
3)tralascio ogni commento sull\'iter dell\'attuale piano regolatore onde evitare sterili polemiche, dicendo solo che abbiamo ereditato uno stato dell\'arte su questo tema tutt\'altro che positivo e di difficile gestione per cui parlare di tempi celeri, rispetto alla situazione ereditata, mi sembra del tutto inopportuno.
Inserito da Dario Fracchia il 20/11/2009 14:13
Mi “aggancio” forse impropriamente a questo filone di discussione per commentare l’interessante dibattito di venerdì scorso sullo “Sviluppo sostenibile e decrescita” dove peraltro si è parlato anche di “piani regolatori che non consumano nuovo territorio”.
Orientare ed indirizzare i consumi privati e gli investimenti pubblici verso obiettivi quali il risparmio energetico delle case e degli edifici pubblici, la produzione diffusa e capillare di energia “pulita” sono la giusta risposta per creare nuove opportunità di sviluppo e per non aggravare ulteriormente il dissesto ecologico del nostro pianeta.
L’obiettivo di orientare i consumi e di conseguenza riconvertire parte della produzione al soddisfacimento di questa “domanda di consumi” più rispettosa dell’ ambiente, più risparmiosa ed etica è pienamente condiviso in linea teorica e condivisibile in linea pratica.
Condivisibile in linea pratica se si introduce il concetto di “gradualità” che invece mi sembra sia assolutamente mancato nel dibattito della serata.
La democrazia si regge sul consenso e quindi occorre convincere la maggioranza o almeno buona parte degli “elettori” che il modello di sviluppo fin qui proposto (crescita basata sui consumi di beni e bisogni talora indotti e non necessari) non è quello giusto ma tutti sappiamo quanto forte e diffuso sia il richiamo a stili di vita “edonistici” (siamo letteralmente immersi nel consumismo) ed è altrettanto evidente che chi sente minacciato il proprio lavoro ed i propri interessi è portato a sostenere con forza azioni ed idee specularmente opposte.
La riconversione della produzione deve essere sincronizzata dosata e fasata con questa nuova domanda di “consumi etici”, non può avvenire con largo anticipo altrimenti non riesce a “vendere” e non può arrivare molto dopo perché l’opportunità potrebbe essere già stata colta da altri (e sappiamo che parecchie nazioni stanno già da tempo puntando sulla “green-economy”).
Il vecchio ed il nuovo modello di sviluppo non devono e non possono quindi essere presentati come alternativi e incompatibili l’uno con l’ altro, quasi come un interruttore on-off.
Un atteggiamento “radicale” sulla questione non può che generare perplessità, sospetti ed anche avversione; inoltre può darsi anche che un consumismo meno esasperato possa continuare ad esistere e ad alimentare l’economia (magari passando dal consumo di beni al consumo di servizi: cultura, tempo libero, sport).
Del resto la gradualità non può neanche essere l’alibi per ritardare o addirittura ostacolare le scelte di cambiamento (la rapidità di certi cambiamenti climatici ci avverte che il tempo non è una variabile indipendente).
Compito dei politici e dei partiti che condividono questa analisi e questa “ricetta” è quello di dosare la gradualità per realizzare nel più breve tempo possibile la “riconversione” cercando di ottenere il consenso della maggioranza; questa è la non trascurabile differenza con le posizioni “più radicali” dei relatori del dibattito.
Facendo un paragone, non so quanto azzeccato, è la stessa differenza che passa tra far sterzare una bicicletta e far cambiare direzione ad un autobus carico di persone, se si impongono gli stessi tempi di reazione è un macello.
Cambiamenti così radicali per essere efficacemente estesi e non rimanere felici casi isolati, devono coinvolgere prima e convincere poi una larga parte di persone; chi capisce questo deve essere disposto a “sporcarsi le mani”, confrontarsi e se il caso accettare compromessi con chi non è ancora convinto e anche con chi la pensa in maniera diversa!
Purtroppo o per fortuna così funziona la democrazia!
Certo che fare da traino è più faticoso e lento; adeguare il passo a quello degli altri significa farsi criticare se non addirittura scontrarsi con chi fa le fughe solitarie ma quanti più saremo a fare da traino tanto prima riusciremo a passare da un modello di sviluppo all’ altro.
Inserito da Flavio Ottone il 21/11/2009 18:28
Ultime discussioni
Apprendo con piacere che il Segretario Comunale ha terminato l'esame della Variante Generale di Piano Regolatore e a breve dovrebbe essere possibile un primo invio in Regione, ricordo tuttavia che, già nel mese di Maggio, le prime osservazioni di ritorno dalla Regione indicavano alcune piccole modifiche da apportare prima del successivo reinvio per l’esame definitivo della Regione:
1) Modificare la “piastra commerciale L1, piccola e media distribuzione” con una “L2, media e grande distribuzione, all’interno dell’area “ex Cava Valle” (Via Susa, Corso Moncenisio, località Giro dell’Ora), oppure lasciare la sola indicazione di area a destinazione “Turistico - Ricettiva o Commerciale – Direzionale”.
2) Sovrapporre le tavole di Piano con le immagini aeree forniteci gratuitamente dalla Provincia di Torino al fine della perfetta localizzazione delle aree oggetto di “Variante di Destinazione Urbanistica”
3) Mandare il tutto in stampa, convocare il Consiglio Comunale per la doverosa e necessaria approvazione.
Ad oggi non abbiamo notizie di queste modifiche che dovrebbero essere oggetto di esame nelle Commissioni Consiliari (ancora da istituire) e con le Associazioni di Categoria dei Commercianti e non vorrei che queste (eventuali) dimenticanze ritardassero, o peggio, pregiudicassero l’iter già travagliato del nuovo strumento urbanistico così importante per i Cittadini.
Che la nuova Variante Generale di Piano Regolatore sia importante anche per l’Amministrazione, in particolare per far quadrare il bilancio lo si può apprendere dall’analisi del “Piano Triennale delle Opere Pubbliche” predisposto ad ottobre 2009 dalla nuova Giunta Comunale; le opere più significative dei prossimi tre anni saranno:
nel 2010 la Ristrutturazione del tetto del palazzo comunale con adeguamenti per il risparmio energetico (220.000€),
nel 2011 la ristrutturazione del III lotto del Palazzo Municipale (100.000€),
nel 2012 la riqualificazione del Cimitero Comunale (120.000€),
l’aspetto preoccupante a livello economico è, che saranno tutte interamente finanziate con mutui aumentando così per parecchi anni a venire le “spese correnti” che sono coperte anche dalle “tasse” che i cittadini pagano al Comune: ICI (2° case e terreni) e Addizionale IRPEF in primis, siccome i margini di incremento su queste tasse sono piuttosto limitati , se non addirittura bloccati dal Governo Nazionale, anche la Tassa Raccolta Rifiuti potrebbe dover essere sensibilmente aumentata per coprire maggiormente, se non interamente, i costi del “servizio raccolta trasporto e smaltimento rifiuti solidi urbani”.
Nel piano triennale delle OOPP non c’è più traccia della costruzione del nuovo plesso scolastico, del problema così scottante (tanto usato nei precedenti anni contro la passata Amministrazione ed in campagna elettorale) rimane solo un generico impegno: “per la localizzazione delle scuole stiamo vagliando come maggioranza tre ipotesi …”.
Nella predisposizione del bilancio 2009 la precedente Amministrazione aveva potuto contare solo su 50.000€ di concessioni cimiteriali e 50.000€ di concessioni edilizie per finanziare parte delle opere pubbliche del 2009; aveva stanziato 390.000€ per l’ asfaltatura e manutenzione strade comunali ed è su questi fondi e progetti che sono stati realizzati e si stanno realizzando i recenti lavori di asfaltatura.
E’ evidente l’importanza e l’urgenza di fare in modo che l’approvazione del nuovo strumento urbanistico avvenga celermente, senza dimenticanze od intoppi, in modo da avere a disposizione fondi propri per finanziare le opere pubbliche di cui abbiamo tanto bisogno, comprese naturalmente anche le scuole.
Inserito da Flavio Ottone il 18/11/2009 21:06