ALFABETO DEI SOGNI
(da Marco Boschini, L'alfabeto dei sogni, 2004)
A
come ASCOLTARE.
Perché c'è sempre un recipiente di esperienza più grande di quello che
ci contiene...
Ascoltare le parole della gente, i rumori e la musica della città.
Ascoltare tutte quelle persone che si alzano ogni mattina per tirare il
carretto della speranza lungo una strada in salita, senza sbraitare
certezze o false profezie...
Ascoltare quei matti che gremiscono il mondo del volontariato e
dell'associazionismo: gente che crede nella forza delle idee e fa
progetti anche senza soldi, senza sponsor, senza padrini.
B
come BANCA ETICA.
Perché é il momento di coltivare l'orto dei colpi di genio, per
raccogliere alternative concrete, migliori, a questa economia del dolore.
C
come CORAGGIO.
Perché ad un certo punto bisognerà pure rialzarla la testa. Per guardare
oltre il pianerottolo delle nostre stramaledette certezze. E gettarci
anima e corpo nella mischia. Delimitare il confine delle nostre idee per
la pace, o per i diritti dei più deboli, per un'economia solidale.
D
come DIRITTI.
Perché il diritto ai propri diritti è quasi un dovere. Dovuto.
E
come EMERGENCY.
Perché ogni guerra è sbagliata. E perché c'è qualcuno che prova a dirlo
con la coerenza delle idee, la libertà del coraggio.
F
come FARE CONTRAPPOSTO AL DIRE.
Perché di promesse, parole bugie ce n'è un'intera dispensa ammucchiata.
Perché lo spot dei congressi lo lasciamo volentieri agli altri. A noi ci
importa di andare, trasformare con l'ostinazione le intuizioni in prospettive, le parole in mattoni di cose.
G
come GIOVANI,
per non abusare più di questa parola.
Perché è un vecchio trucchetto
quello di dire "vogliamo dar spazio ai giovani".
Perché il loro spazio, eventualmente, se lo conquistano da sé, ammesso che già non lo
posseggano. Basta dar loro un microfono per parlare più forte.
Senza voler mettere il becco in quello che hanno da dire.
H
come HERMANO cioè FRATELLO.
Bisogna ricreare condizioni minime di convivenza civile fra le diverse etnie, riconoscendo agli stranieri non solo doveri, ma anche diritti:
alla casa, al lavoro, al rispetto delle loro tradizioni, della loro
cultura.
Diritti intesi come opportunità di crescita per tutti.
I
come INSIEME.
Perché insieme è più logico, sensato, giusto.
Perché ci sono paesi come Monsano nelle Marche dove stanno consociando
gli acquisti.
Perché là 110 famiglie vanno a fare la spesa insieme, si
fanno l'assicurazione sulla casa e sulla macchina insieme, si sostengono
a vicenda quando qualcuno di un favore, di un aiuto.
L
come LAVORO, che si sposa con DIGNITA'.
La dignità di un lavoro che risponda alle giuste aspettative di ognuno
di noi. Dei diritti conquistati a fatica in decenni di lotte, per un
lavoro sicuro, una paga dignitosa, un avvenire certo.
M
come MUNICIPIO,
che deve tornare ad essere il centro di quella rete che è il paese, la
città: una piazza dove si incontrano il mondo dell'associazionismo e del
volontariato, l'università e le scuole, gli enti e le istituzioni, la
società civile e le realtà produttive.
Per parlare del futuro, nel presente, mettendo in circolo le competenze e gli strumenti che un
Comune può darsi.
NO
come rifiuto deciso e ostinato a ogni compromesso volgare, ad ogni
spartizione, ad ogni arroganza, ad ogni bugia, ad ogni no sciocco, detto
per non decidere, per bloccare, rimandare, boicottare.
P
come PANNELLI SOLARI.
Perché esiste una alternativa concreta e immediata alla schiavitù del
petrolio, che ci condanna all'inquinamento, a spese inutili e dannose.
Perché c'è un sole da sfruttare, lassù.
Perché ci sono tutti gli strumenti per utilizzare a dovere l'energia, quaggiù.
E fare così qualcosa per l'ambiente, risparmiando un sacco di soldi. Come il
risparmio del'acqua e dei consumi in casa, la bioedilizia e tutte quelle
fonti alternative che rispondo ai criteri di sostenibilità.
R
Come RESISTENZA.
Perché a 60 anni di distanza è opportuno rimetterli in circolazione,
certi valori. Dargli un bel soggiorno di permesso permanente.
Perché bisogna darci un taglio, col taglio al passato.
Perché con la memoria si colora un presente a spruzzi di futuro e perché bisogna resistere
ancora, oggi come ieri.
S
come SCUOLA.
Perché da qualche tempo la scuola pubblica è sotto il fuoco incrociato
di un'idea malsana che la vorrebbe trasformata in tante piccole aziende
a servizio dello sponsor di turno.
T
come TERRITORIO.
Perché si deve poter programmare una politica complessiva di
sostenibilità ambientale, di rispetto delle tradizioni culturali e
storiche.
Di amore e cura per i bambini e gli anziani...
U
come UN ALTRO MONDO E' IN COSTRUZIONE,
lo slogan del manifesto di Porto Alegre, dove si sono incontrati
centinaia di mondi possibili da tutti i posti del mondo.
E in un posto ben preciso, dove da anni si sta sperimentando il bilancio
partecipativo, esperienza straordinaria di democrazia dal basso.
V
come VIAGGIARE,
per rimettersi in gioco, cercare di conoscere il mondo e quello che
succede.
Vaiggiare come una valigia vuota, che ad ogni stazione si
riempie di esperienza, ad ogni curva di incontro.
Z
come ZITTI ADESSO.
Che tocca a voi parlare. Rovesciare l'alfabeto appena letto e metterci i
vostri coriandoli di sogni.